Scadenza nuova IMU: saldo entro il 16 dicembre

Nonostante l’emergenza COVID, la scadenza del saldo IMU resta invariata per i proprietari di seconde case: va pagata entro oggi, 16 dicembre.   Scadenza IMU © Quando va pagato il…
Scadenza IMU e TASI ©

Nonostante l’emergenza COVID, la scadenza del saldo IMU resta invariata per i proprietari di seconde case: va pagata entro oggi, 16 dicembre.
 

Scadenza IMU ©

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Quando va pagato il saldo della nuova IMU?

Oggi, 16 dicembre, scade il termine per pagare il saldo della nuova IMU. Da quest’anno l’Imposta Municipale Unica incorpora anche la Tassa sui Servizi Indivisibili, la TASI.

Come previsto quindi dalla Legge di Bilancio, la TASI è stata di fatto abolita e non è più necessario fare due pagamenti distinti.

La scadenza del saldo IMU mai come quest’anno si presenta come un vero e proprio rompicapo, per cui può essere utile fare un riassunto per sapere chi deve pagare e come si calcola l’importo.

È comunque possibile anche versare tutto l’importo in un’unica soluzione, a giugno.

Chi deve pagare la nuova IMU e chi è esente?

Quest’anno, a causa della pandemia da coronavirus, molte attività commerciali, turistico ricettive, produttive, turistiche e di altri settori hanno subito un forte disagio, viste le chiusure prolungate e gli orari ridotti.

Per aiutare tali categorie, il Governo ha stabilito l’esonero dal pagamento dell’imposta per i locali utilizzati, ma unicamente per i soggetti che esercitano tali attività e che sono al contempo proprietari dell’immobile in cui tale attività viene esercitata.
Pertanto, se sei proprietario ad esempio di un immobile commerciale locato dovrai comunque pagare il balzello… Eh sì, in questo caso sarà davvero tale, visto che molti proprietari non hanno percepito il canone dagli affittuari in difficoltà.

A ogni modo, nulla è cambiato per le unità immobiliari a uso abitativo. Per cui, sono soggetti al pagamento dell’IMU i proprietari dei seguenti immobili:

• le cosiddette seconde case, cioè gli immobili non utilizzati come abitazione principale del proprio nucleo familiare
• gli immobili di lusso, quelli ricadenti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (immobili di pregio, ville e castelli).

Se un immobile è in comproprietà, l’IMU va pagata da ciascun comproprietario in proporzione alla propria quota e con versamenti separati.

Esenzioni dalla nuova IMU

Sono invece esenti dal pagamento dell’IMU i proprietari dei seguenti immobili:
• gli alloggi adibiti ad abitazione principale del proprio nucleo familiare in cui venga fissata anche la residenza anagrafica
• le abitazioni appartenenti alle cooperative edilizie
• i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali
• la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale
• gli immobili posseduti dal personale in servizio alle Forze armate e alle Forze di Polizia.

È previsto uno sconto del 25% per gli immobili locati a canone concordato. Tale sconto è cumulabile con la riduzione del 50% della base imponibile riconosciuta per gli immobili vincolati, dichiarati di interesse storico – artistico.

Come si calcola la nuova IMU

A dicembre quindi si deve pagare pagare il saldo della nuova IMU, corrispondente alla metà dell’importo complessivo. L’acconto, costituito dalla restante parte, doveva essere invece versato a giugno.

Il saldo di dicembre si calcola con le aliquote in vigore per l’anno in corso, mentre l’acconto di giugno si calcola applicando le aliquote in vigore l’anno precedente, tranne alcuni casi, specificati nel comunicato del 16 novembre 2017 del MEF.
Quindi, per prima cosa, verifica quali sono le ultime aliquote deliberate dal tuo Comune. Puoi farlo consultando il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per calcolare la nuova IMU si parte da una base imponibile, equivalente alla rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per un coefficiente variabile a seconda della tipologia di immobili.
Per le abitazioni e per le loro pertinenze, come garage, cantinole e tettoie, tale coefficiente è pari a 160.

Le categorie catastali in cui rientrano tali immobili sono pertanto:
• A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9  e A/11
• C/2, C/6 e C/7.

Una volta ottenuta la base imponibile, essa va moltiplicata per l’aliquota fissata dal Comune entro un range compreso tra un minimo e un massimo stabiliti a livello statale.

La cifra risultante dal prodotto tra la base imponibile e le aliquote fissate per l’IMU darà la somma complessiva da pagare, di cui la metà costituirà l’acconto e la restante parte il saldo da versare entro il 16 dicembre.

Il tributo è calcolato in base alla percentuale e ai mesi di possesso dell’immobile, considerando per intero il mese in cui il possesso è superiore ai 15 giorni.

Esempio di calcolo della nuova IMU

Per fare un esempio di calcolo della nuova IMU, consideriamo un appartamento dato in locazione dal proprietario, per cui trattasi di seconda casa.

Per stabilire la base imponibile bisogna conoscere la rendita catastale, che si ricava dalle visure catastali.
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Supponiamo che l’immobile abbia una rendita di 400 euro, per cui la base imponibile sarà:
400 x 1,05 x 160 = 67.200

L’aliquota fissata dal Comune per l’IMU è dello 0,8%.
L’imposta da pagare sarà pertanto pari a:
67.200 x 0,8% = 537,60 euro.

Dall’importo così ottenuto bisognerà poi sottrarre eventuali detrazioni previste dal Comune per ottenere l’acconto da pagare a giugno che sarà uguale al saldo di dicembre.

Ti ricordo che è previsto un importo minimo, al di sotto del quale le tasse non si pagano, pari a 12 euro l’anno.

Come pagare la nuova IMU

I Comuni non inviano a casa modelli precompilati, per cui spetta al contribuente provvedere a scegliere la modalità di versamento.

Il pagamento può essere fatto in banca, anche tramite home banking, o presso gli sportelli degli uffici postali, mediante modello F24 o bollettino di conto corrente postale.

Per utilizzare il modello F24 occorre utilizzare i seguenti codici tributo:
• 3912 – per l’abitazione principale e relative pertinenze
• 3918 – per gli altri fabbricati.

Differimento dei termini di scadenza

Nonostante la crisi economica seguita all’epidemia da Coronavirus, il pagamento dell’IMU per gli immobili abitativi non rientra tra i versamenti prorogati dal Governo.

Esiste tuttavia la possibilità per i Comuni di differire i termini della scadenza. Il d. Lgs n. 446/1997 offre infatti questa possibilità al verificarsi di situazioni particolari, quali appunto l’emergenza da COVID-19.

Attenzione, però: questa facoltà può essere esercitata solo per la quota di propria spettanza e non per quella destinata allo Stato.
L’IMU si compone infatti di due parti distinte, individuate da due diversi codici tributo, una spettante allo Stato e l’altra ai Comuni.

Il modo in cui la scadenza può essere prorogata e i nuovi termini da rispettare rientrano nelle competenze del Comune, per cui ti invito a informarti presso l’amministrazione a cui appartieni.

Per essere informati in tempo reale su questo argomento, segui le mie pagine Facebook eTwitter.

(Prima pubblicazione 11 dicembre 2015)





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