Guida alla detrazione 50% per le ristrutturazioni

Prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione 50%, per la realizzazione di interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale esistente.

Detrazione 50% ©

Detrazione 50% ©

Cos’è la detrazione 50% per le ristrutturazioni?

La detrazione 50% è uno sconto fiscale previsto per chi realizza interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente a destinazione abitativa.

Duplice è lo scopo dell’agevolazione:
•  incentivare i cittadini a ristrutturare gli edifici esistenti invece di costruirne di nuovi incrementando il consumo di suolo
• far emergere i compensi percepiti in nero, molto diffusi in edilizia.

Lo sconto si applica sulle tasse dovute dal contribuente ai fini IRPEF ed è ripartito in 10 rate annuali di pari importo.

Facciamo un esempio.
Se nel 2016 ho speso 20.000 euro per ristrutturare la mia casa, potrò detrarre dalle tasse la metà dell’importo, vale a dire 10.000 euro, nell’arco di 10 anni e in rate da 1.000 euro ciascuna.
Così se nel 2017 l’importo dovuto per IRPEF sarà di 1.200 euro, sottratti i 1.000 euro da detrarre, mi resterà da pagare solo 200 euro.

Se però l’importo da pagare sarà inferiore a 1.000 euro non avrò diritto ad alcun rimborso.
La detrazione 50% è infatti un incentivo non conveniente per i soggetti non aventi capienza IRPEF. Si definiscono in tal modo i contribuenti con redditi talmente bassi da non pagare tasse o pagare molto poco.

Proroga della detrazione 50%

La Legge di Bilancio per il 2018 ha prorogato di un altro anno la detrazione, per cui le spese detraibili saranno quelle sostenute entro il 31 dicembre 2018. Dopo tale scadenza si tornerà ad applicare l’aliquota del 36%.

L’importo massimo su cui si può applicare la detrazione è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare in cui si effettuano i lavori.

Per conoscere tutti gli aspetti relativi alla detrazione 50%, vi consiglio la lettura della guida dell’Agenzia delle Entrate Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali. In questo articolo vi riassumo gli aspetti principali da ricordare.

Quali lavori permettono di ottenere la detrazione 50% per le ristrutturazioni?

Si parla genericamente di lavori di ristrutturazione ma tale termine, dal punto di vista normativo, indica una ben definita categoria di lavori.

Per essere più precisi bisogna invece specificare che gli interventi detraibili sono tutti quelli compiuti su edifici esistenti e rientrano nelle seguenti categorie:
manutenzione ordinaria (unicamente sulle parti comuni di edifici condominiali)
manutenzione straordinaria
ristrutturazione edilizia
restauro e risanamento conservativo.

Eccezioni

Esistono però delle eccezioni, tra cui alcuni particolari interventi di manutenzione ordinaria sempre detraibili, anche per edifici privati, come:
• realizzazione di opere finalizzate a evitare il compimento di atti illeciti, quali l’installazione di impianti d’allarme, l’apposizione di grate alle finestre, l’installazione di porte blindate, ecc.
• interventi finalizzati al contenimento dell’inquinamento acustico
• interventi necessari per la cablatura degli edifici
• adozione di misure finalizzate a impedire gli infortuni domestici, tipo l’apposizione di corrimano o l’installazione di apparecchi per rilevare la presenza di gas.

Ci sono alcune eccezioni anche per gli interventi considerabili di nuova costruzione. In particolare sono detraibili:
• l’acquisto o la costruzione di box auto, garage, autorimesse o posti auto pertinenziali, anche di proprietà comune
• gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, riguardanti la realizzazione di ascensori o montacarichi.

Oltre alle spese per l’esecuzione dei lavori, sono detraibili anche i seguenti costi:
• gli onorari dei tecnici per la progettazione o per ottenere i vari permessi
• le spese per l’acquisto dei materiali
• l’IVA, i diritti di segreteria e di istruttoria, le spese di bollo, gli oneri di urbanizzazione e tutte le spese necessarie per dare avvio ai lavori
• le spese per le certificazioni degli impianti.

Chi può avere la detrazione 50% per le ristrutturazioni?

Chiunque goda di un diritto reale sull’immobile in cui vengono effettuati i lavori e sostenga le spese, può avere la detrazione.

Non solo i proprietari, quindi, ma anche:
nudi proprietari e usufruttuari
inquilini
comodatari
soci di cooperative divise e indivise.

Tra gli aventi diritto rientra anche chi ha solo firmato un preliminare di vendita, quindi non risulta ancora proprietario, purché il compromesso sia stato registrato.

Se l’immobile appartiene a più comproprietari, ciascuno ha diritto a detrarre in proporzione alla spesa compiuta.
Esempio: supponiamo che due coniugi ristrutturino l’appartamento di proprietà spendendo la cifra massima su cui si può detrarre, pagando ciascuno la metà della spesa.
In tal caso ognuno potrà detrarre la metà di 48.000 euro, pari a 24.000 euro.
Se invece il marito sostiene il 60% della spesa e la moglie il restante 40%, potrà detrarre 28.800 euro e la consorte 19.200 euro.

Detrazione 50% e familiari conviventi

Oltre ai soggetti descritti, può detrarre anche il familiare convivente degli stessi, purché sostenga le spese e a lui siano intestati fatture e bonifici. Ad esempio, se la proprietà è del genitore ma le spese sono sostenute da un figlio che abita con lui, quest’ultimo può detrarre.

In base all’art. 5, comma 5, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, per familiari si intendono il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Fino a qualche tempo fa quindi era la stessa Agenzia delle Entrate a specificare che dalla detrazione 50% erano esclusi i conviventi more uxorio che si facessero carico delle spese di ristrutturazione.
In quei casi, l’unico modo per poter usufruire delle agevolazioni era registrare un contratto di comodato d’uso.

Detrazione 50% e legge sulle Unioni Civili

Con l’entrata in vigore della legge n. 76 del 2016 sulle Unioni Civili, è cambiata anche la disciplina del beneficio fiscale.
Lo ha chiarito la stessa Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 64/E del 28 luglio 2016, Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 – Art. 16-bis del TUIR – Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio sostenute dal convivente more uxorio.

La legge citata equipara i diritti giuridici dei coniugi a quelli riservati ai componenti delle unioni civili tra individui dello stesso sesso ufficialmente sancite.

Non esiste però analoga equiparazione per le convivenze di fatto. Tuttavia, la legge estende alla convivenza alcuni diritti derivanti dal matrimonio, come:
• diritto di abitazione dopo il decesso di uno dei componenti della coppia
• subentro nel contratto di locazione in caso di morte o di recesso dal contratto di uno dei componenti della coppia.

Da questo contesto si evince uno stretto legame tra la coppia e l’immobile utilizzato come dimora comune.
Pertanto, la risoluzione chiarisce che il convivente ha diritto a usufruire delle detrazioni se sostiene le spese di ristrutturazione.
Attenzione: il diritto alla detrazione è esteso anche ai lavori realizzati sulla casa non utilizzata come dimora comune.

Ma come fare a dimostrare la convivenza di fatto? La risoluzione richiama il concetto di famiglia anagrafica, contenuto nel D.P.R. n. 223 del 1989. Pertanto, bisognerà attestare la coabitazione nello stesso immobile.

Cosa bisogna fare per avere la detrazione 50% per le ristrutturazioni?

Per godere dello sconto fiscale non è necessario presentare apposita istanza, ma basta indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo i dati catastali dell’immobile interessato.
Sono diversi però gli adempimenti da rispettare.

In primo luogo, sono ammessi unicamente i pagamenti fatti con lo specifico bonifico parlante, che deve riportare la seguente causale:
Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16 bis del DPR 917/1986 Pagamento fattura n. ___ del ______ a favore di _______________ partita IVA _______________Beneficiario della detrazione ______________________codice fiscale______________

A tale proposito, è bene ricordare che presso gli istituti bancari e gli uffici postali sono disponibili appositi moduli per questo tipo di bonifici. Per chi invece utilizza l’Internet banking è sufficiente spuntare la casella che distingue il bonifico parlante da quello generico.

Unica eccezione sono ovviamente le spese che non possono essere pagate con bonifico, come bolli e diritti di segreteria.

I lavori realizzati devono essere conformi al titolo amministrativo necessario (CILA, SCIA o Permesso di Costruire).
Nel caso in cui le opere siano realizzabili senza titoli autorizzativi, il committente deve predisporre un’autocertificazione indicante la data di inizio lavori.
È necessario presentare notifica preliminare all’ASL nei casi previsti dalla legge.

Documenti da conservare

Bisogna inoltre conservare una serie di documenti, da esibire in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate:
• copia del titolo autorizzativo o autocertificazione
• copia delle fatture e delle ricevute dei bonifici
domanda di accatastamento per gli edifici non ancora censiti
• ricevute ICI o IMU
• copia della delibera assembleare di approvazione dei lavori in caso di interventi su parti comuni e tabella millesimale di ripartizione delle spese.

(Precedente pubblicazione 28 dicembre 2015)


Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin

26 commenti

  1. Francesco

    Buongiorno. Tra una settimana acquisto un appartamento in cui devo rifare il bagno completo di impianto idrico (vecchio di 38 anni) e rifare impianto elettrico perché non è a norma. Devo presentare comunicazione? All’ufficio Unico per l’edilizia mi dicono che non devo comunicare niente, ma le opere potrò detrarle? E se si, posso usufruire anche del bonus mobili ed elettrodomestici A+ ?
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Si tratta di una questione annosa… Per essere detraibili, le opere devono essere di manutenzione straordianria e quindi soggette almeno a Cila. Però molti comuni non vogliono comunicaizoni per il solo rifacimento impianti (m.s.).
      Io le consiglio di far cmq presentare la Cila al suo tecnico, oppure di farsi rilasciare una dichiarazione scritta dal comune in cui attesta di non volere la comunicazione, pur riconoscendo che si tratta di m. s..

  2. Ivan

    Salve, ho acquistato un appartamento in condomino con struttura in cemento armato. Ho intenzione di fare i seguenti lavori: rifacimento di due bagni, senza modifiche degli impianti. In particolare in entrambi, vorrei sostituire pavimento e rivestimento, compreso lo spostamento dello scarico per adattarlo a wc “filo muro” e traslazione di circa un metro di un termosifone sulla stessa parete per uno solo dei due bagni. Inoltre per uno solo sostituire la porta a battente con una scorrevole interno muro tipo “scrigno”. Infine ho necessità di ampliare solo in altezza la luce di passaggio di quattro porte per portarla misura standard 210cm. Tutte le pareti sono tramezzi non portanti.
    Vorrei sapere:
    – si può beneficiare delle agevolazioni fiscali e quali?
    – è necessario dare corso ad una pratica edilizia?
    – è necessaria la comunicazione all’ASL?
    – è necessario l’intervento di un tecnico?
    – posso accedere all’IVA agevolata 10%?
    – si può accedere al “bonus mobili”?
    Grazie in anticipo per la disponibilità. Cordialmente, Ivan R.

    • arch. Carmen Granata

      L’unico intervento agevolabile è la modifica delle porte. E’ necessaria una pratica e quindi anche il tecnico. Può avere iva agevolata e bonus mobili. La comunicazione Asl è necessaria se intervengono almeno 2 imprese, anche non contemporaneamente.

  3. Sandra

    Salve, sto acquistando casa e devo ristrutturare il bagno (sostituire la vasca con doccia, impianto e piastrelle) inoltre vorrei sostituire piastrelle in cucina e sala. Devo presentare domanda CILA al mio comune. Ho diritto alla detrazione del 50% per questi lavori? La ringrazio Sandra

  4. Ho presentato una scia per completamento lavori e realizzazione nuovo bagno e realizzazione di locali stireria e ripostiglio in soffitta posso usufruire della detrazione fiscale del50%

  5. Daniele

    Devo far ristrutturare la scala esterna dell mio appartamento con entrata indipendente a causa di un abbassamento del terreno ed essendo il terreno molto umido la scala si sta staccando la ditta ha detto che con una serie di strutture in ferro e rinforzando la scala dal sottoscala si dovrebbe riuscire a rimettere in asse il tutto ed ha risolvere il problema
    Posso usufruire della detrazione del 50% occorre Delle autorizzazioni dal comune oppure posso fare la autocertificazione

    • arch. Carmen Granata

      Non solo occorre presentare pratica al Comune, ma le consiglio anche di consultare uno strutturista. Non deve essere la ditta a dire cosa fare per contrastare un cedimento, ma un professionista abilitato.

  6. JESSICA

    Buongiorno,
    i lavori per il completamento di un immobile in costruzione (pavimentazione, rivestimenti, sanitari, termosifoni) sono classificabili come lavori di manutenzione detraibili al 50%? inoltre se la comunicazione di inizio lavori nonchè l’inizio dei lavori stessi è a cavallo tra l’anno 2017 e 2018, la detrazione sarà del 50% anche per i lavori pagati nel 2018?
    Inoltre è necessario fare il pagamento “parlante” per qualsiasi fattura relativa ai lavori? quindi anche per il solo acquisto di materiale?
    Grazie

  7. Ciro

    Salve, ho già chiesto in precedenza. Però ho ancora un dubbio (speranza!) Dato che con l’intervento di ristrutturazione completa dei bagni che devo affrontare ho intenzione anche di rimuovere il gradino esistente in entrambi (13 cm) mi ritroverò per forza di cose a dover cambiare per lo meno le porte di questi due, poiché a quel punto sarebbero nettamente più corte (le porte sono sul gradino adesso). Neanche in questo caso possono rientrare in detrazione queste due porte? Grazie, chiedo scusa per la ridondanza.

    • arch. Carmen Granata

      Per me rientrano perchè se ne modifica la dimensione. Le consiglio però di chiedere conferma all’AdE.

  8. Salve, dovrei ristrutturare 2 bagni rimuovendo scalino e conseguentemente cambiando impianto idraulico, elettrico, sanitari ecc.
    Dovrei poi lamare il parquet nel resto della casa, installare aria condizionata e cambiare le porte interne.
    Posso fare autocertificazione per fruire della detrazione 50?
    Le porte rientrano nella detrazione?
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Gli unici interventi detraibili sono:
      – installazione climatizzatori
      – completo rifacimento degli impianti (in questo caso sono detraibili anche sanitari e rivestimenti).
      Può fare l’autocertificazione.
      Lamatura parquet e sostituzione porte non sono detraibili.

  9. Cinzia Margherit

    Sostituisco la vasca da bagno con un box doccia e cambio la caldaia. Per la caldaia la detrazione fiscale è 65%, il box doccia è detraibile?
    Grazie

  10. Massimo

    Salve, articolo interessante.
    Ne approfitto per chiedere se le spese di acquisto e manodopera relative alla posa di un pavimento da installare sopra ad uno già esistente sono detraibili.
    Inoltre, serve la CILA oppure è sufficiente autocertificazione?
    Grazie,
    Massimo

    • arch. Carmen Granata

      Non, si tratta di un intervento di manutenzione ordinaria quindi non è detraibile.

  11. Domenico

    La sostituzione di un portoncino blindato è soggetto alla domandina al comune (presentazione SCIA o CILA)?
    Grazie

  12. crisitano

    Buongiorno
    ho eseguito lavori di ripristino intonacatura all’interno della mia abitazione e vorrei godere della detrazione fiscale 50%
    Cosa deve scrivere nella fattura il pittore per essere ok?
    Grazie.
    Cristiano

    • arch. Carmen Granata

      Il rifacimento dell’intonaco interno non è un intervento detraibile.

Rispondi a Bernardo Brunel Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *