2 commenti

  1. Adriano Casoni

    Oggi il periodo giornaliero di erogazione di calore degli impianti, fino al 31 dicembre 2016,consiste in 14 ore con una temperatura massima consentita di 22 °C, Con l’obbligo della contabilizzazione si passa invece ad un funzionamento continuo nelle 24 ore, con una limitazione massima della temperatura per ciascun appartamento di 20°C. A fronte di tutto ciò, è proprio vero che vi è tutto questo risparmio energetico? Inoltre in nessun articolo inerente a detta modifica si parla del coefficiente di conduzione termica dei muri e degli infissi delle unità immobiliari o appartamenti , e la imposizione dei 20°C, mi sembra un fatto eclatante in quanto la percezione del freddo è una sensazione del tutto individuale e non può quindi essere imposta per legge. Va inoltre distinta la latitudine del condominio e la sua ubicazione, fattore determinante per valutare il grado di intensità di freddo cui è esposto, ma nemmeno di questo si parla mai. Inoltre si parla di pagamento di calore utilizzato e contabilizzato e di quello non contabilizzato (dispersione). Sono fermamente convinto che tutto l’enorme trasformazione che si attua con questo regolamento imposto , avrebbe prima la grande necessità di un corretto ricondizionamento degli stabili con una adeguata coibentazione, poi si potrebbe parlare di eventuale limitazione dello spreco e di una corretta contabilizzazione del calore prodotto ed utilizzato dal singolo condomino. Ma stante le eterogenee ed improprie condizioni e degli stabili, questo provvedimento non condurrà ad un corretto utilizzo del calore ma esso sia solo un inutile spreco di danaro da parte del singolo cittadino, senza avere i vantaggi supposti.

    • arch. Carmen Granata

      Guardi che con la contabilizzazione non è obbligatorio tenere la caldaia accesa per 24 ore.

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