In arrivo la nuova etichetta energetica degli elettrodomestici

Lo scorso 6 luglio il Parlamento europeo ha approvato il testo di legge contenente caratteristiche della nuova etichetta energetica degli elettrodomestici. La nuova etichetta energetica © Cosa si intende per…
La nuova etichetta energetica ©

Lo scorso 6 luglio il Parlamento europeo ha approvato il testo di legge contenente caratteristiche della nuova etichetta energetica degli elettrodomestici.

La nuova etichetta energetica ©
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Cosa si intende per etichetta energetica degli elettrodomestici?

Si definisce etichetta energetica una scheda avente lo scopo di informare i consumatori, in maniera chiara e intuitiva, sui consumi energetici di ciascun elettrodomestico.

In questo modo, essi possono operare un acquisto consapevole e orientato verso i prodotti più efficienti dal punto di vista energetico.

Dal canto loro, i produttori sono stimolati in questo modo a costruire apparecchi meno energivori per soddisfare la domanda. Infatti, dopo l’entrata in vigore dell’etichetta nel 1998, la produzione si è progressivamente spostata verso modelli sempre più efficienti, tanto che quelli oggi in commercio sono per la maggior parte in classe A.

L’etichetta è regolamentata dalla normativa europea con la Direttiva 2010/30/Ue, nell’ambito di un quadro giuridico più ampio rivolto a favorire il risparmio energetico in tutti i settori.

Come è fatta una etichetta energetica?

Il consumo degli elettrodomestici è indicato nell’etichetta con una scala di livelli compresi tra la A, quella più efficiente, e la G, quella corrispondente ai consumi più alti.

Le classi sono identificate con una scala cromatica che va dal verde di quella più efficiente al rosso di quella meno efficiente.

Dal punto di vista visivo, aiutano anche la lunghezza delle frecce corrispondenti a ciascuna lettera: quella più corta indica infatti i consumi più bassi, quella più lunga i consumi maggiori.

La classificazione si basa sull’Indice di Efficienza Energetica, che rappresenta il rapporto tra il consumo annuale dell’apparecchio e il consumo standard di un modello simile di riferimento.

Col tempo sono stati realizzati elettrodomestici ancora più efficienti rispetto alle prestazioni descritte dalla classe A, per cui una direttiva europea ha introdotto ulteriori tre classi:
• A+
• A++
• A+++.
Le tre classi non sono però aggiunte alle 7 già esistenti, in quanto la normativa prevede che rimangano sempre sette e siano identificate sempre dagli stessi colori.

Pertanto, accade che:
• per gli elettrodomestici in classe A+++, la scala si ferma alla lettera D
• per gli elettrodomestici in classe A++, la scala si ferma alla lettera E
• per gli elettrodomestici in classe A+, la scala si ferma alla lettera F.

Oltre alle classi energetiche, l’etichetta riporta anche altre informazioni, variabili a seconda dell’apparecchio, come:
• il consumo medio annuo
• la capacità di carico
• il consumo di energia per ogni ciclo di lavaggio nel caso di lavatrici e lavastoviglie
• il consumo di acqua
• il livello di rumorosità.

A quali prodotti si applica una etichetta energetica?

Premesso che l’Energy Label è obbligatoria non solo per i prodotti in vendita, ma anche per quelli ceduti in noleggio o in leasing, ricordo che essa si applica a:
• tutti i prodotti che consumano energia
• tutti i prodotti connessi al consumo di energia.

Rientrano tra i prodotti che consumano energia non solo i grandi elettrodomestici, ma anche dispositivi come televisori, monitor, decoder, lettori CD e DVD.

Anche i serramenti hanno una propria etichetta energetica, perché considerati prodotti connessi al consumo di energia.
A seconda della loro struttura, infatti, ad esempio se sono dotati o meno di vetrocamera, incidono sui consumi energetici.

L’etichetta energetica non si applica invece a:
• prodotti di seconda mano
• mezzi adibiti al trasporto di cose o persone, come ascensori, scale mobili e nastri trasportatori.

Il soggetto abilitato ad apporre l’etichetta energetica sugli apparecchi è il costruttore o chi immette il prodotto sul mercato.

I commercianti sono invece obbligati a esporre gli apparecchi in vendita nei loro negozi in modo che l’etichetta, redatta in lingua italiana, sia chiaramente visibile.

Nel caso di cessione a distanza, come avviene ad esempio per le televendite on line o per corrispondenza, in cui non è possibile visionare l’etichetta direttamente, il venditore deve preventivamente informare il cliente sulla prestazione energetica attraverso il catalogo.
Per le vendite on line, in particolare, è necessaria l’etichetta elettronica, da appore vicino all’immagine del prodotto.

Cosa prevede la nuova etichetta energetica?

Le norme sulle etichette energetiche sono cambiate più volte nel corso del tempo, soprattutto per adeguarle al progresso tecnologico e uniformarle tra i vari prodotti, ma presto ci saranno ulteriori cambiamenti in arrivo.

Lo scorso 6 luglio infatti il Parlamento europeo ha approvato il testo di legge contenente una nuova scala per l’etichetta energetica degli elettrodomestici.

La nuova scala avrà una classificazione compresa da A a G, eliminando così le classi A+, A++ e A+++ che si erano aggiunte negli anni poiché la maggior parte degli elettrodomestici in commercio erano già conformi alla classe A.
In pratica, si avrà di nuovo una classificazione più semplice, eliminando quella che negli ultimi anni ha spesso creato solo confusione tra i consumatori.

La messa in commercio della nuova etichetta prevede tempi compresi tra 21 mesi e 6 anni, a seconda del tipo di prodotto. La scomparsa della vecchia etichetta avverrà in tre tappe, che prevedono come primo step la scomparsa dei + accanto alla lettera.

Un’eventuale ulteriore modifica dovrà avvenire solo dopo 10 anni dall’entrata in vigore o comunque in uno dei due seguenti casi:
• quando almeno il 25% dei prodotti in commercio saranno in classe A
• quando almeno il 50% dei prodotti in commercio saranno in classe A e B.

Altri contenuti della nuova etichetta energetica

Oltre alla classe di efficienza, la nuova etichetta energetica conterrà l’indicazione del consumo assoluto di energia in kWh per anno o per altro periodo di tempo pertinente.

Il testo di legge licenziato in Europa prevede anche di fissare nuovi metodi di misurazione e calcolo per i test effettuati sia dai fornitori sia dalle autorità di vigilanza sul mercato.
Questo perché essi dovrebbero riflettere il più possibile il modo in cui effettivamente avviene l’utilizzo da parte dei consumatori.

È suggerita l’opportunità di realizzare una sorta di banca dati dei prodotti da pubblicare su un sito web accessibile a tutti. Il database dovrebbe essere pubblicato a partire dal primo gennaio 2018.
L’accesso al portale potrà avvenire anche attraverso un QR code presente sull’etichetta cartacea.

I produttori potranno inserire sull’etichetta anche un simbolino che indica gli apparecchi smart, ovvero quelli in grado di:
• mettersi in funzione quando l’energia costa di meno
• mettersi in funzione quando l’energia è disponibile più in abbondanza.
Quest’ultima funzione risulterà molto utile per incrementare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, per sua natura discontinua.

Infine, i rivenditori saranno obbligati a fare riferimento alla classe di efficienza energetica in ogni pubblicità dell’apparecchio.

Il testo di legge votato a Strasburgo prevede anche che il consumatore possa ottenere un rimborso in caso di etichetta infedele.
Infatti, una indagine di mercato ha rivelato che spesso i consumi energetici indicati nell’etichetta sono inferiori a quelli reali. Etichette furbette, insomma.




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